Scucendo s'impara

Come funziona la tensione della macchina da cucire (e perché non è colpevole di quasi nulla)

Rotella della tensione su una macchina da cucire Singer

La tensione è uno degli argomenti più fraintesi del cucito a macchina. Non perché sia difficile da capire o da gestire, ma perché nel tempo le abbiamo attribuito un potere quasi leggendario.

Il filo fa una cucitura sbagliata sotto? Colpa della tensione.
L’ago spezza il filo? Colpa della tensione!
La macchina cuce storto? Tensione, ovviamente.

E invece no. La tensione non c’entra quasi mai.

Se il filo fa difetto sotto, probabilmente si è sganciato da qualche parte durante l’infilatura (ne parlo nel dettaglio nell’articolo “Cosa fare quando la macchina cuce male”). Se l’ago spezza il filo, è molto più probabile che il problema sia l’ago stesso (leggi “Probabilmente stai usando l’ago sbagliato senza saperlo”).

Ma allora a cosa serve la tensione?

La tensione serve solo a una cosa

Decidere quanto tenere tirato, o morbido, il filo durante la cucitura. Niente di più.

E quanto tenerlo dipende dal tipo di cucitura che stai facendo. Per la cucitura normale (il classico punto dritto per unire due tessuti) la tensione va tenuta a metà.

Come si trova la metà? Guarda la rotella numerata:

  • Se va da 1 a 10, la tensione media è 5
  • Se va da 1 a 9, la tensione media è 4-5

In ogni caso lo capisci subito perché i numeri centrali sono quasi sempre evidenziati: una linea, un quadratino, un segno qualsiasi. I costruttori sanno che è lì che stai quasi sempre.

Quando si cambia la tensione

Ci sono situazioni specifiche in cui vale la pena spostarsi dalla media:

Tensione alta (8-9): se vuoi arricciare il tessuto. Aumentando la tensione il filo tira il tessuto e crea l’arricciatura, un effetto voluto, non un difetto.

Tensione bassa (1-2): per le imbastiture, per cucire la maglia di lana o per i ricami. In questi casi vuoi un filo morbido, che non stringa il tessuto.

Il mito del filo molle: perché il consiglio più diffuso è sbagliato

Probabilmente hai già letto da qualche parte questo consiglio: se il filo è molle sopra, stringi la tensione; se è molle sotto, allentala. È il metodo empirico che gira da anni su tutti i blog e forum di cucito.

Il problema è che è un consiglio nato per le vecchie macchine senza scala numerica, quelle dove la rotella della tensione non aveva numeri e l’unico modo per orientarsi era osservare il risultato e correggere a occhio. In assenza di riferimenti, quel metodo aveva un senso.

Con una macchina moderna numerata, non funziona più. Anzi, è controproducente.

Se per ottenere una cucitura decente hai bisogno di portare la tensione a 3 o a 9, il problema non è la tensione. Il problema è da qualche altra parte: nell’infilatura, nell’ago, nella bobina, nella navetta. Ma se continui a correggere la tensione ogni volta che qualcosa va storto, non troverai mai il vero problema. La tensione diventa una toppa che nasconde qualcosa che non hai ancora risolto.

Qualche giorno fa mi è capitato un episodio che vale la pena raccontare, perché dimostra esattamente quello che ho spiegato fin dall’inizio.
Stavo cucendo le asole di una camicia con la mia macchina casalinga – nonostante tutto, per questi dettagli uso ancora la mia Singer Simple – . Le cuciture venivano bellissime sopra ma molli sotto. Una cosa fastidiosissima.
La tensione era a 5, esattamente dove deve essere. Avrei potuto toccarla, stringere la bobina, provare a correggere a occhio. Ma sapevo che non era quello il problema. Anzi, farlo avrebbe peggiorato tutto.
Così ho aperto la parte superiore della macchina e ho iniziato a pulirla. Ed è lì che ho trovato il problema: tra i piattini della tensione superiore si era incastrato un filo arrotolato che li bloccava, riducendo il loro attrito. Togliendolo, tutto è tornato a posto.
La tensione non c’entrava nulla. C’entrava un filo incastrato in un posto che non si poteva vedere, ho dovuto passare in mezzo le pinze per trovarlo. È per questo che quando qualcosa va storto, la prima cosa da fare non è toccare la tensione. È capire dove si trova davvero il problema.

La regola è semplice: tieni la tensione a metà e non toccarla. Se la macchina cuce male con la tensione media, cerca il problema altrove. (L’articolo “Cosa fare quando la macchina cuce male” ti aiuta a trovarlo passo per passo.)

E se la tua macchina non ha i numeri?

Il discorso cambia se hai una macchina senza scala numerica. Ci sono due casi principali.

Le vecchie macchine – fino agli anni 80 circa- hanno spesso una rotella della tensione senza numeri o con una scala che non corrisponde a quella moderna. In questo caso il metodo empirico del filo molle ha ancora senso, perché non hai un riferimento numerico su cui appoggiarti.

Come si fa: infila la macchina con due fili di colore diverso, uno sopra e uno nella bobina. Cuci su un pezzo di tessuto di prova e guarda dove compare il filo sbagliato. Se vedi il filo della bobina sopra, la tensione superiore è troppo allentata: stringila un poco. Se vedi il filo superiore sotto, è troppo stretta: allentala. Continua così finché i due fili si incontrano esattamente al centro del tessuto.

Una volta trovato il punto di equilibrio, segnati la posizione della rotella e non toccarla più. Quella è la tua tensione corretta. Se dopo questa calibrazione la macchina inizia di nuovo a cucire male senza che tu abbia spostato nulla, il problema non è la tensione: cerca altrove, nell’ago, nella bobina, nell’infilatura.

Le macchine industriali sono un capitolo a parte, non hanno numerazioni. Anche qui vale lo stesso principio: si calibra una volta, si lascia lì, e se qualcosa va storto si cerca il problema altrove.

Se hai una macchina casalinga moderna con la rotella numerata, invece, la regola rimane quella: metà scala, e non toccarla più.

La regola da ricordare

Per le cuciture normali usa sempre la tensione media e non toccarla più. Se la macchina cuce male, cerca il problema altrove: nella bobina, nell’ago, nell’infilatura. La tensione è quasi certamente innocente.

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